Disturbi del sonno e dieta

La respirazione disordinata del sonno (SDB) comprende una vasta gamma di casi clinici: dal semplice russamento ovvero un rumore respiratorio causato dall’aria che passando veloce contro le parti molli delle vie aeree le fa vibrare, all’ostruzione delle vie aeree superiori (UARS) alla sindrome dell’apnea ostruttiva del sonno (OSAS) .

L’OSAS è definita come una interruzione parziale o completa del flusso respiratorio della durata di almeno 10 secondi a causa della transitoria ostruzione delle vie aeree superiori (vestibolo nasale, nasofaringe, orofaringe, ipofaringe), con persistenza dei movimenti della parete toracica; il flusso di aria può ridursi di oltre il 50% (ipopnee) o arrestarsi per alcuni secondi (apnee).

Inoltre è definita dalla presenza di almeno 5 episodi di apnea/ipopnea di natura ostruttiva per ora di sonno associati ad eccessiva sonnolenza diurna, deficit di concentrazione ed attenzione, stanchezza progressiva fino all’astenia.

Varie possono essere le cause delle OSAS di certo sono divisibili in:

  1. cause OSTRUTTIVE, per esempio dovute a ipertrofia dei turbinati o dell’ugola, macroglossia, devizione del setto, poliposi nasale ecc…

  2. cause NON OSTRUTTIVE per esempio il collo corto e tozzo, il grasso perifaringeo, l’obesità viscerale, l’abuso di fumo e alcool, malattie neuromuscolari.

Episodi di ipossemia / reossigenazione, così come il trauma meccanico delle vie aeree, la frammentarietà del sonno e l’obesità, soprattutto quella viscerale, sono elementi spesso coesistenti nei soggetti con OSAS, fattori che possono causare l’infiammazione sistemica e locale e un eccesso di radicali liberi, alla base dello stress ossidativo.

Il processo infiammatorio derivato è alla base di molte patologie tra cui:

  • intolleranza glucidica

  • insulino-resistenza

  • leptino-resistenza

  • dislipidemia

  • ipertensione

che si riassume in Sindrome Metabolica (SM)

L’OSAS rappresenta un problema abbastanza diffuso più presente negli uomini rispetto alle donne, e sicuramente peggiora, indipendentemente dal sesso, quando aumenta il peso quindi all’aumentare del BMI: l’incremento di un solo punto del BMI può aumentare il rischio di OSAS di 4 volte.

L’obesità, intesa come variazione morfologica, soprattutto quella viscerale, può contribuire allo sviluppo delle apnee attraverso diversi meccanismi. Nell’obesità grave il diaframma viene spinto verso l’alto. Questo implica una ridotta capacità di contrazione da parte di questo muscolo a cui si associa una riduzione dei volumi polmonari.

Un’ipotesi ulteriore è che il grasso viscerale comporti un incremento dell’attività dei muscoli respiratori, portando alla produzione di una pressione negativa con collasso delle vie aeree superiori durante la fase inspiratoria.

Nei pazienti con OSAS non è presente la circadianità della pressione arteriosa secondo cui i valori notturni sono più bassi rispetto a quelli diurni. Picchi di ipertensione notturna possono provocare danni seri al sistema circolatorio, ipertrofia della muscolatura liscia, aumento della gittata cardiaca, aritmie.

Oltre a disturbi cardiovascolari nei pazienti con apnee notturne un sonno alterato può determinare:

 

  • sonnolenza diurna

  • deficit della memoria

  • irritabilità

  • colpi di sonno.

ciò è causa indiretta in questi pazienti di incidenti stradali e sul lavoro a causa di addormentamenti diurni improvvisi.

 

Fondamentale è la prevenzione e anche l’attenta osservazione del paziente in virtù del fatto che le apnee notturne e i disturbi annessi sono alla base di patologie gravi come ictus, TIA, infarti.

La diagnosi viene fatta dallo specialista ovvero l’otorinolaringoiatra che dopo un’attenta anamnesi (durante la quale il paziente e di solito la moglie/il marito sono sottoposti a domande specifiche) può sottoporre il paziente alla polisonnografia, un metodo non invasivo che consente di studiare in maniera obiettiva il sonno attraverso la registrazione di tutte le variabili fisiologiche coinvolte nei disturbi delle diverse fasi del sonno: REM e non-REM.

Vista la complessità di questa patologia dove e come può intervenire la dieta?

Come detto in precedenza l’azione migliore che si possa fare è sulle cause non ostruttive legate all’aumento ponderale o a uno scorretto stile di vita.

Il primo step è quello di aiutare il paziente a perdere peso, inteso soprattutto come grasso viscerale: è necessario rientrare in un BMI < di 25, circonferenza collo

Non esiste la dieta perfetta intesa come gold standard per sostenere il paziente con OSAS: la stessa dieta mediterranea, diete a basso regime calorico o di carboidrati o anche chetogeniche, possono essere utile se gestite bene e sicuramente con l’aiuto e la supervisione di uno specialista del settore.

Il fattore fondamentale rimane la compliance del paziente: maggiore adesione al piano alimentare darà migliori risultati anche e soprattutto se abbinata all’attività fisica, inizialmente leggera ma che incrementerà parallelamente alla diminuzione di peso.

Direi quindi di riassumere come compartarsi in presenza di apnee notturne:

  1. consultare uno specialista ORL e effettuare polisonnografia

  2. seguire il percorso terapeutico consigliato dall’ORL

  3. iniziare un percorso alimentare corretto guidato da uno specialista del settore (medico dietologo, nutrizionista, dietista)

  4. cambiare stile di vita limitando fumo, alcool, stress (magari facendo yoga!)

  5. dedicare almeno un’ora al giorno all’attività fisica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Received: 11 November 2015 / Accepted: 21 March 2016 / Published online: 5 April 2016 _ Springer Science+Business Media New York 2016

 

6. Giacomo Mugnai Divisione di Cardiologia, Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata – Legami fisiopatologici tra sindrome delle apnee ostruttive notturne e sindrome metabolica© 2010 AIM Publishing Srl , Verona

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