Quello che c’è da sapere sui farmaci più discussi del momento: cosa sono, come funzionano, quali sono i rischi e perché non bastano da soli
Negli ultimi anni se ne sta facendo un gran parlare. E’ stato urlato ai sette venti: è stata trovata la soluzione definitiva all’obesità!
Finalmente non è più necessario sacrificarsi per perdere peso.
Sono sicura che anche tu che combatti con la bilancia già da un po’ ti sarai detta: finalmente!
Ebbene oggi voglio spiegarti in modo semplice e chiaro di che si tratta e se possiamo davvero urlare insieme URRà!!
Nel 2023 un gruppo di farmaci già noti in medicina per i loro effetti anti diabetici, conquistano il titolo di scoperta dell’anno, assegnato dalla rivista Science.
Sto parlando degli agonisti del Glucagon-like Peptide 1 o GLP-1, si lo so è un nome complicato ma il concetto è semplice. È una sostanza che il tuo corpo produce da solo, ogni giorno, nell’intestino e dal cervello dopo i pasti.
Ha tre funzioni fondamentali:
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dice al cervello: “Hai mangiato abbastanza, puoi fermarti”.
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Aiuta a tenere sotto controllo la glicemia (cioè lo zucchero nel sangue).
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Rallenta la digestione, così ti senti sazia più a lungo.
Negli ultimi anni, la medicina ha creato dei farmaci che imitano questa sostanza naturale. Servono per aiutare chi ha il diabete e, più recentemente, anche chi ha problemi di obesità.
Forse hai sentito nomi come:
Ozempic®, Wegovy® (principio attivo: semaglutide)
Mounjaro®, Zepbound® (tirzepatide)
Saxenda®, Victoza® (liraglutide)
Trulicity®, Byetta®, Bydureon®
Si somministrano per iniezione (una penna come quelle per l’insulina), alcuni ogni giorno, altri una volta a settimana.
Perché tutti ne parlano?
Perché molte persone stanno perdendo peso in modo rapido usando questi farmaci. Ma attenzione: non è tutto oro quello che luccica.
Le aziende non riescono a produrne abbastanza. I costi sono altissimi. E c’è ancora molto da capire su cosa succede quando si smette la terapia.
In uno studio importante, pubblicato su JAMA, si è visto che:
Chi ha usato semaglutide per alcuni mesi ha perso fino al 10% del proprio peso.
Ma chi ha smesso, ha riacquistato gran parte di quel peso in meno di un anno.
Un altro studio del 2024 su oltre 20.000 persone ha confermato: quasi la metà ha recuperato almeno il 25% del peso perso.
E non è solo una questione estetica: il peso che torna è spesso grasso viscerale, cioè quello più pericoloso, che circonda gli organi interni.
Non funziona per tutti.
Esistono gruppi di persone in cui la perdita di peso è stata molto poco significativa nonostante l’uso del farmaco.
E anche se questi medicinali non creano dipendenza, molte persone riferiscono che dopo aver smesso, la fame torna più forte di prima.
Quando il corpo parla: effetti collaterali e conseguenze
Finché se ne sente parlare in TV, sembra tutto semplice. Ma chi li assume spesso racconta un’altra storia.
Circa 3 persone su 4 riferiscono:
nausea persistente,
gonfiore allo stomaco,
stitichezza,
sensazione di malessere diffuso.
In alcuni casi più rari, si sono verificati effetti più gravi come paresi gastrica (cioè lo stomaco che si svuota troppo lentamente) o pancreatite.
E mentre si cerca di capire il confine tra utilità e rischio, c’è un altro aspetto importante: il costo emotivo.
Molte persone, quando vedono tornare il peso dopo aver smesso, si sentono deluse. Alcune addirittura fallite. Ma non è colpa loro.
È che nessuno ha spiegato loro che il farmaco da solo non basta.
E quando ci si affida solo a quello, si rischia di perdere qualcosa di molto più prezioso: la fiducia nel proprio corpo.
E poi c’è il costo vero e proprio, quello economico per il quale spesso interrompere è necessario:
negli Stati Uniti il costo si aggira oltre i 1.300 dollari al mese;
in Europa: i prezzi variano, ma spesso non sono sostenibili nel tempo.
E così, 2 persone su 3 interrompono la terapia entro il primo anno.
Alcuni per i soldi. Altri per i sintomi. Altri ancora perché si aspettavano qualcosa che non è arrivato.
Con così tanta richiesta, è nato un pericoloso mercato parallelo in cui sono vendute false penne (disponibili online o in centri estetici).
In conclusione: se ne parla tanto, ma se ne sa ancora poco
I farmaci GLP-1 non sono nemici. E nemmeno miracoli. Sono strumenti. Ma funzionano solo se inseriti in un contesto più ampio e umano.
Serve una nutrizione di precisione. Serve ascolto. Serve movimento. Serve qualcuno che ti accompagni davvero.
Non si cura una relazione complicata con il cibo con una puntura.
Si inizia da lì, forse. Ma poi si costruisce, passo dopo passo, il percorso che ti porta ad avere cura di te.
E a sceglierTI.
“Hai letto. Ora scegli quale è la direzione giusta per te”
I farmaci possono aiutare. Ma non sono la direzione: sono solo strumenti.
La tua direzione, invece, nasce da dentro.
Se senti che questo è il momento di cambiare approccio —
con rispetto, con metodo, con ascolto —
scrivimi. Ci prendiamo del tempo per capire insieme da dove partire, e perché.👉 Parti da qui