Metabolismo Bloccato: cos’è davvero e come affrontarlo

Dottoressa lei è la mia ultima spiaggia, sono anni che oramai il mio metabolismo è bloccato”.

E’ una frase che sento almeno 3-4 volte al giorno in studio.

Questo perchè quando si parla di perdita di peso, di dieta e di risultati, si inciampa sempre in uno degli argomenti più fraintesi e super abusati ovvero il cosiddetto “metabolismo bloccato“. 

Molte di noi, dopo un certo periodo di dieta, che spesso dura davvero anni, o anche “una vita intera”,  iniziano a notare che il peso non scende più e trovano la risposta nel fantomatico blocco del metabolismo.

Ma è davvero così? O è solo un mito? 

Scopriamolo insieme.

Cosa significa davvero “metabolismo bloccato”?

Il termine ‘metabolismo’ deriva dal greco “metabolé“, che significa cambiamento o trasformazione. Il nostro metabolismo è l’insieme delle reazioni chimiche che ci danno energia, sfruttando molti meccanismi e convertendo anche il cibo in energia sfruttabile. 

Lo voglio urlare a gran voce: non esiste un vero e proprio “blocco” del metabolismo, perché il corpo non smette mai di funzionare. 

Se così fosse non saresti qui a leggere o io a scrivere!!

Piuttosto, quando il nostro organismo percepisce una drastica riduzione delle calorie, si adatta abbassando il suo dispendio energetico per proteggersi.

Questo meccanismo, chiamato adattamento metabolico, agisce come una modalità di risparmio energetico.

Sono numerosi gli studi pubblicati in cui è stato osservato che l’adattamento metabolico è una risposta fisiologica naturale a un deficit energetico prolungato.

Il corpo, per conservare energia, riduce il metabolismo basale (il consumo energetico a riposo), va in qualche modo in modalità risparmio energetico, come capita al tuo cellulare quando si sta scaricando la batteria e abbassa l’intensità della luce.

Questo processo può portare ad un rallentamento nella perdita di peso.

Quando il corpo si adatta a una dieta troppo restrittiva, mal gestita, insomma una classica fai da te dove togli e tagli, si verifica una riduzione della massa magra e spesso ahimè anche della muscolare, che è un importante regolatore del metabolismo basale.

La massa muscolare è infatti responsabile del consumo di una buona parte delle calorie che bruciamo anche a riposo. Se perdiamo massa muscolare, bruciamo meno calorie e il processo di dimagrimento rallenta.

Questo fenomeno è ben descritto in molte ricerche pubblicate sul Journal of the International Society of Sports Nutrition, una rivista specializzata, che sottolinea come la perdita di massa muscolare sia strettamente legata al rallentamento del metabolismo durante le fasi di restrizione calorica.

Un ridotto apporto calorico, senza un’adeguata attività fisica per mantenere la massa muscolare, porta a un plateau nella perdita di peso, volgarmente chiamato blocco.

Possiamo riattivare il metabolismo?

Sto per darti una buona notizia, il metabolismo può essere riattivato, probabilmente, anzi sicuramente non come immagini.

La soluzione per superare questo “plateau” non è ridurre ulteriormente le calorie, restringere ancora e affamare ancor di più il tuo corpo già così posto a dura prova!

 Al contrario, per riattivare il metabolismo è necessario aumentare gradualmente l’apporto calorico e fare attività fisica, in particolare esercizi anaerobici, come il sollevamento pesi.

So cosa stai pensando, che non vuoi diventare muscolosa come una body builder.

Tranquilla no c’è rischio, ma è importante che tu sappia che gli esercizi con pesi aiutano a preservare e aumentare la massa muscolare, che è cruciale per mantenere attivo il metabolismo. (te ne ho parlato anche qui)

La combinazione di un aumento calorico controllato e di un’attività fisica regolare aiuta a prevenire l’adattamento metabolico e permette di riattivare il metabolismo basale.

Se vuoi alla fine del mio articolo trovi il link allo studio che spiega che, grazie a questo approccio, è possibile evitare ulteriori rallentamenti metabolici e migliorare il processo di perdita di peso a lungo termine. 

Un percorso efficace per riattivare il metabolismo prevede:

1. Aumentare gradualmente le calorie: un incremento lento e controllato dell’apporto calorico permette al corpo di adattarsi senza accumulare grasso in eccesso.

2. Esercizio fisico regolare: l’attività fisica anaerobica,  come il sollevamento pesi, aiuta a preservare la massa muscolare e a mantenere un metabolismo attivo.

3. Bilanciare i nutrienti: non si tratta solo di quante calorie consumiamo, ma anche della loro qualità.

Una dieta equilibrata e variata è essenziale per evitare ulteriori rallentamenti metabolici e per mantenere attive le funzioni metaboliche.

Ora viene il punto dolente!!

Eh sì, perchè anche se ti ho dato delle dritte (le mie #chicchedellasaputella) non otterrai tutto e subito, tutt’altro. E’ qui che viene il punto più difficile: la pazienza.

Questo percorso richiede tempo.

Non aspettarti di vedere i risultati immediatamente, soprattutto se il tuo corpo ha bisogno di adattarsi a una nuova routine. Prima che tu possa vedere una significativa perdita di peso, il tuo metabolismo deve ritrovare il suo ritmo naturale.

Pensa al tuo corpo come a un’orchestra che sta riaccordando i suoi strumenti: ci vuole tempo perché tutto funzioni in armonia, ma una volta che lo fa, la musica che produrrà sarà meravigliosa.

Fidati del processo, fidati di te stessa e del percorso che se vuoi potremo impostare insieme o abbiamo già iniziato.

Ogni passo avanti, anche il più piccolo, è un progresso verso il tuo obiettivo finale. La strada più lunga è spesso quella che porta ai risultati migliori.

Costanza e pazienza sono le chiavi per una trasformazione duratura.

Se hai dubbi o senti che il tuo percorso è bloccato, contattami. Sono qui per aiutarti a navigare queste sfide e guidarti verso il successo. 💚Hai la soluzione qui sotto, proprio a portata di click.

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Riferimenti bibliografici
 
Questo è l’articolo che può interessarti, un insieme di studi che possono darti una mano ad approfondire il discorso del metabolismo.
 
Metabolic adaptations during negative energy balance and their potential impact on appetite and food intake

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