Nascite al minimo storico: la fertilità è (anche) una questione di scelte

Non ho avuto figli. Non è stata una scelta, e so bene di non essere sola. Sempre più donne, oggi, si ritrovano in questa stessa condizione.

Alcune avrebbero voluto diventare madri, ma le circostanze non sono state favorevoli. Come me.

Altre hanno aspettato, convinte che ci sarebbe stato tempo.

C’è anche chi ha provato, con speranza e tenacia, ma senza successo.

Oggi mettere al mondo un figlio è un’impresa complessa. Non solo per motivi biologici, ma anche economici, sociali e culturali. E i numeri parlano chiaro.

Nel 2024, in Italia, il tasso di fecondità è sceso a 1,18 figli per donna. Il livello minimo per garantire il ricambio generazionale è 2,1. Non solo siamo ben lontani da questo dato, ma il nostro Paese registra uno dei cali più rapidi in Europa.

Perché si fanno sempre meno figli?

I motivi sono tanti, ma tre risaltano su tutti:

Le cause sono tante, ma tre pesano più di tutte:

  1. Le donne in età fertile sono sempre meno: nel 1995 erano 14,3 milioni, nel 2025 saranno 11,4 milioni.

  2. L’età del primo figlio si alza sempre di più: oggi in Italia si diventa madri in media a 32,6 anni, ben sopra la media OCSE (30,9 anni). Più si aspetta, minori sono le probabilità di avere più di un figlio.

  3. Mancano le condizioni per fare figli: stipendi bassi, lavori precari, pochi asili nido, congedi di paternità ridotti.

Quando si parla di fertilità, il riflettore è puntato quasi sempre su di lei.

Cicli, ovulazione, età ovarica. Ma la realtà è ben diversa: la difficoltà di concepire è un tema che riguarda entrambi.

La qualità del seme maschile, infatti, è crollata negli ultimi decenni. Fattori ambientali, stress cronico, alimentazione squilibrata e stile di vita sedentario influiscono negativamente sulla spermatogenesi. Eppure, se ne parla troppo poco.

È importante cominciare a raccontare una nuova verità: anche lui può (e deve) prendersi cura della propria fertilità. A partire dalla tavola.

Fertilità e alimentazione: una connessione potente (e sottovalutata)

L’infertilità, dunque, coinvolge entrambi i partner, e spesso può essere influenzata da abitudini quotidiane.

La buona notizia? Possiamo agire.

Partiamo da “piccole” attenzioni⚖️: il peso

Essere in una condizione di normopeso è cruciale e no, non basta considerare solo il BMI sono molti i fattori da considerare.

  • Per lei: l’eccesso di peso può alterare l’ovulazione; il sottopeso può bloccare il ciclo.

  • Per lui: il sovrappeso riduce la qualità degli spermatozoi e i livelli di testosterone.
    Uno studio pubblicato su Human Reproduction ha evidenziato che agli uomini con obesità si associa il 20% di infertilità o subfertilità rispetto ai normopeso.

Se è vero che molti fattori incidono sulla possibilità di avere figli, c’è un aspetto che spesso viene sottovalutato: l’alimentazione.

Ciò che mangiamo ha un impatto diretto sulla fertilità, sulla qualità degli ovociti, degli spermatozoi e sulle probabilità di concepimento.

Cosa c’entra il cibo con la possibilità di avere un figlio? Più di quanto immaginiamo.

Il nostro corpo è un ecosistema in equilibrio: ciò che mangiamo può sostenerlo… o metterlo in difficoltà.

Un’alimentazione ricca di nutrienti essenziali può migliorare la qualità degli ovociti e degli spermatozoi, regolare i cicli mestruali, sostenere l’ovulazione, potenziare la motilità spermatica.

Parliamo di acido folico, ferro, vitamina D, omega-3, zinco, selenio.

Ma anche di alimenti semplici e quotidiani: legumi, pesce, verdure a foglia verde, uova, frutta secca.
Non servono superfood o diete miracolose. Serve consapevolezza.

Mangiare bene non significa solo “stare in forma”. Significa preparare il corpo ad accogliere una nuova vita.

I nutrienti chiave da considerare per la fertilità sono numerosi, ti faccio un breve elenco qui di seguito.

E’ bene per ogni donna avere livelli ottimali di:

  • Acido folico: riduce i difetti del tubo neurale.

  • Ferro: migliora l’ossigenazione dell’endometrio.

  • Vitamina D: essenziale per l’impianto dell’embrione.

  • Omega-3: riducono l’infiammazione, migliorano la qualità ovocitaria.

Non di meno conto sono i nutrienti chiave per l’uomo:

  • Zinco: stimola la motilità spermatica.

  • Selenio: protegge dallo stress ossidativo.

  • Coenzima Q10: migliora la qualità degli spermatozoi.

  • Antiossidanti (C ed E): fondamentali per contrastare i radicali liberi.

Gli ostacoli nascosti: interferenti endocrini e stile di vita

 

Ci sono nemici silenziosi, spesso invisibili, che possono compromettere il nostro equilibrio ormonale.

Si chiamano interferenti endocrini: sostanze chimiche presenti nella plastica, nei cosmetici, nei pesticidi. Agiscono come sabotatori del sistema riproduttivo, alterando il funzionamento degli ormoni sessuali.

Bisfenolo A, ftalati, metalli pesanti: nomi complicati, effetti molto concreti, tra cui la riduzione della qualità ovocitaria e spermatica, difficoltà di impianto, alterazioni del ciclo mestruale.

Ma c’è qualcosa che mina allo stesso modo la capacità di concepimento. Sto parlando di stress cronico, qualità del sonno, alterazione del ritmo sonno-veglia, sedentarietà e abuso di alcol e tabacco, tutti elementi che incidono profondamente sulla fertilità.

E’ chiaro quindi che avere un figlio richiede un viaggio di preparazione a due.

Non è solo biologia. È relazione, fiducia, scelte quotidiane. È prendersi cura l’uno dell’altro — nel corpo, nelle abitudini, nelle speranze.

Se il tuo desiderio è quello di diventare genitore, inizia da qui: dal cibo che scegli, dai gesti che ripeti ogni giorno, dalla consapevolezza che puoi fare la differenza.

Io non ho avuto figli. 

Ma oggi, mi capita spesso con il mio lavoro di accompagnare chi vuole provarci davvero, cercando nuove possibilità.

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