In estate la tua pelle spesso chiede aiuto, per tanti motivi tra cui l’esposizione al sole, la disidratazione, gli eritemi, le punture di insetto, ecc…
C’è anche chi ha problemi di pelle durante tutto l’anno e in estate teme di poter peggiorare, anche se molti studi hanno dimostrato che, con le dovute attenzioni e sempre in base alla gravità e alle cure in corso, non è esattamente così.
Mi riferisco a coloro che soffrono di psoriasi.
Cos’è la psoriasi?
La psoriasi è una malattia cronica della pelle, caratterizzata da infiammazione eccessiva e persistente.
È causata da un sistema immunitario iperattivo che provoca la crescita rapida delle cellule della pelle, portando a chiazze rosse coperte da squame bianche o argentate.
Queste chiazze possono comparire su diverse parti del corpo, come gomiti, ginocchia, cuoio capelluto e schiena, spesso anche nell’interno coscia, sui genitali e sotto la pianta dei piedi, possono crearsi lesioni dolorose sulle dita delle mani e nel palmo oltre che sul dorso, nelle unghie.
A conti fatti è una patologia limitante, fastidiosa e invalidante.
La psoriasi non è contagiosa, quindi non si può contrarre stando vicino a qualcuno che ne è affetto.
Cosa causa la psoriasi?
Questa patologia ha una causa multifattoriale, che significa che è il risultato di una combinazione di fattori, da quelli genetici a quelli ambientali ambientali, passando per fattori scatenanti che possono includere:
– traumi fisici: lesioni alla pelle, come tagli, graffi o colpi;
– infezioni: alcune infezioni, come la faringite streptococcica, possono scatenare un episodio di psoriasi;
– cambiamenti ormonali: periodi della vita con importanti variazioni ormonali, come la pubertà, il ciclo mestruale o la menopausa;
– stress: emotivo o fisico può esacerbare i sintomi;
– farmaci: alcuni, come i beta-bloccanti, il litio, gli antimalarici e gli antinfiammatori non steroidei, possono peggiorare la psoriasi.
Oltre ai problemi cutanei, la psoriasi è considerata una malattia sistemica perché può avere effetti su altre parti del corpo.
Non è raro che chi è affetto da psoriasi, nel tempo possa andare incontro anche ad artrite psoriasica, un tipo di infiammazione che provoca problemi nelle articolazioni. Colpisce spesso persone che hanno la psoriasi, anche se può manifestarsi senza problemi cutanei evidenti.
Questa malattia può causare dolore e gonfiore nelle articolazioni della schiena bassa (dove la colonna vertebrale si unisce al bacino), mani, piedi, polsi, gomiti, ginocchia e caviglie.
Un sintomo caratteristico è il gonfiore delle dita delle mani o dei piedi, facendole apparire come “salsicce.”
Sebbene l’artrite psoriasica condivida alcune caratteristiche con l’artrite reumatoide, si differenzia perché non presenta il “fattore reumatoide,” un anticorpo tipico dell’artrite reumatoide, che si può dosare attraverso le analisi del sangue.
Circa il 30% delle persone con psoriasi potrebbe sviluppare sintomi articolari, che vanno da semplici dolori alle forme più gravi di infiammazione. Questa condizione può peggiorare la qualità della vita delle persone affette, ma con un’adeguata gestione medica, è possibile alleviare i sintomi.
L’obesità e la psoriasi
Cosa c’entra una nutrizionista con la psoriasi?
Le persone con obesità tendono ad avere una psoriasi più grave. L’obesità è una condizione infiammatoria di basso grado che può influenzare l’efficacia dei trattamenti farmacologici per la psoriasi.
Per questo motivo, perdere peso è importante non solo per ridurre l’infiammazione generale ma anche per migliorare la risposta del corpo ai farmaci.
Una dieta equilibrata, quindi, può aiutare a gestire la psoriasi.
La dieta mediterranea è spesso raccomandata perché è ricca di alimenti antinfiammatori come:
Olio d’oliva extravergine: contiene grassi sani che proteggono le cellule.
Frutta e verdura: ricche di vitamine e antiossidanti che aiutano a ridurre l’infiammazione.
Pesce azzurro: fonte di acidi grassi omega-3, noti per le loro proprietà antinfiammatorie.
Cereali integrali: aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue e a ridurre l’infiammazione.
Legumi e frutta secca: forniscono proteine e grassi sani.
Nella mia pratica quotidiana mi è capitato spesso di interfacciarmi con persone che hanno avuto episodi di psoriasi, l’ultimo paziente è il mio papà.
Affetto improvvisamente da una potente esplosione psoriasica, ha iniziato un percorso alimentare riducendo tutti gli alimenti ricchi di grassi saturi, gli zuccheri raffinati, l’alcol, il glutine e l’eccesso di caseine e lattosio, quelli cioè definibili pro-infiammatori.
Ha iniziato contemporaneamente anche un trattamento con probiotici che aiutassero il riordino dell’intestino, visto alcuni problemi di stipsi che stava vivendo.
Tutto questo ha preceduto con eccellenti risultati il farmaco biologico che sta assumendo da poco tempo e che insieme all’alimentazione sta aiutando il riassorbimento delle placche.
Che dieta segue il mio papà?
Secondo il mio metodo di nutrizione di precisione il mio papà sta seguendo una alimentazione semplice in cui è previsto pesce (a scelta tra orata, spigola, merluzzo, baccalà, salmone selvaggio, pesce azzurro) almeno 2- 3 volte a settimana.
1-2 volte a settimana carni bianche magre con cottura semplice (padella o forno o friggitrice ad aria), e carne rossa (sotto forma di hamburger o scaloppina o cotoletta panata) una volta a settimana.
Previste anche le uova di galline felici e raramente formaggi magri senza lattosio (massimo una volta ogni 15gg).
Ho ridotto il glutine dandogli come suggerimenti di cereali il riso basmati, la quinoa, il miglio, la pasta di riso e/o di mais, con condimenti semplici.
Frutta lontano dai pasti e come spuntino.
No alcol e no zuccheri in eccesso, ma qui ho giocato facile perché essendo un soggetto diabetico e cardiopatico non eccede (quasi) mai.
Il reintegro prevede l’inserimento di alcuni degli alimenti eliminati a partire dalla pasta (preferibilmente integrale) e di grano antico (preferibilmente senatore cappelli o farro).
Chiaramente questo tipo di alimentazione ha portato la perdita anche di qualche kg che sta aiutando a sfiammare l’organismo, sebbene non ci fosse necessità di perdere peso in eccesso visto che già è molto dimagrito. I risultati sono rapidi e continui e lo si vede anche e soprattutto dalle mani che erano segnate da profonde lesioni che spesso si rompevano fino a sanguinare.
Ad oggi anche le gambe sono molto meno colpite e sono quasi del tutto bianche nella parte anteriore, mentre un po’ ancora c’è da aspettare per la zona dei polpacci e dei piedi, soprattutto nella zona plantare, ma ad onor del vero sono 15gg di alimentazione e solo una somministrazione di farmaco biologico, quindi le aspettative sono molto alte.